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Introduzione

 

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L'amore e le sventure: la vita e le opere di Abelardo e Eloisa


Le tappe più significative della vita di Abelardo sono raccontate da lui stesso nella sua autobiografia, la Storia delle mie disgrazie (Historia calamitatum mearum). Pietro Abelardo, figlio di Berengario e Lucia, nasce nel 1079 a Pallet, vicino a Nantes, in Bretagna. Nel 1099 si trasferisce a Parigi, dove diventa magister e apre una scuola di logica, prima a Melun, poi a Corbeil infine a S. Genevieve. Nel 1113 soggiorna per un breve periodo a Laon, ove ascolta le lezioni di Anselmo. Ben presto entra in aperto conflitto con le dottrine teologiche del maestro ed è costretto ad allontanarsene.

Nel 1114 Abelardo ottiene la cattedra di teologia e dialettica a Notre Dame; nel 1116, al culmine del successo professionale (sono gli anni in cui compone le grandi opere di logica), conosce Eloisa, una ragazza di sedici anni. Quella che era iniziata come una relazione tra maestro e allieva diviene presto una storia d'amore, che culmina nella nascita di un figlio, Astrolabio, in un matrimonio segreto e riparatore e nell'evirazione di Abelardo ordita dallo zio e tutore di lei, Fulberto.targa

[Nell'immagine, la targa commemorativa affissa a Pallet, città natale di Abelardo. Cliccare sull'immagine per la versione full-size (52 Kb).]

Entrambi si ritirano in monastero; Eloisa prende il velo ad Argenteuil, Abelardo diventa abate di San Dionigi. In polemica con i confratelli, Abelardo si ritira in un eremo, ove riprende l'insegnamento, dedicandosi non più solo alla logica ma anche alla teologia. Scrive in questi anni la Theologia Summi Boni, poi condannata al concilio di Soissons nel 1121.

Nel 1123 Abelardo costruisce con le proprie mani un piccolo oratorio, che dedica al Paracleto (lo Spirito Santo Consolatore) e che presto diventa una famosa scuola. Tra il 1128 e il 1129 Abelardo diviene abate della corrotta comunità di monaci di Saint Gildas, sulle rive dell'Atlantico; Eloisa, cacciata con le sue consorelle da Argenteuil, diviene badessa del Paracleto, trasformato in un monastero femminile per il quale Abelardo compone una Regola (Epistola VIII).

Tornato a S. Genevieve, Abelardo compone fra l'altro la Theologia Scholarium, che gli vale un'ennesima accusa di eresia e l'invito a comparire al Concilio di Sens. San Bernardo di Chiaravalle è il principale accusatore di Abelardo. Il sinodo di Sens condanna nuovamente Abelardo e minaccia la scomunica. Abelardo è intenzionato ad appellarsi al papa; ma sulla strada per Roma è colto da malattia, ed è costretto a fermarsi a Cluny, ove è accolto da Pietro il Venerabile, abate coltissimo e grande figura di intellettuale. Abelardo muore a Cluny nel 1142; Eloisa gli sopravvive sino al 1164, confortata dalle parole e dall'amicizia di Pietro il Venerabile.

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